- Data di pubblicazione
- 01/09/2025
- Ultima modifica
- 01/09/2025
Speciale Venezia 82 – Zvanì. Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli
In prima assoluta alle Giornate degli autori il film di Giuseppe Piccioni
Di lui sappiamo che è stato uno dei massimi poeti italiani, lo abbiamo studiato a scuola e lo conosciamo soprattutto per “La cavalla storna”, poesia che narra la tragica morte del padre. Ma chi era veramente Giovanni Pascoli, uomo sensibile e ferito da traumi mai
superati?
Ne traccia un ritratto diverso e profondo Giuseppe Piccioni con il suo Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli, lungometraggio presentato ieri A Venezia 82 alle Giornate degli Autori, alla presenza di diversi discendenti della famiglia Pascoli, di Emilia-Romagna Film Commission e del cast, formato da Federico Cesari, Benedetta Porcaroli, Liliana Bottone, Luca Maria Vannuccini, con la partecipazione straordinaria di Riccardo Scamarcio e Margherita Buy.
“Zvanì” è il diminutivo con cui in Romagna viene chiamato chi porta il nome di Giovanni. Un vezzeggiativo affettuoso, come i ricordi di Mariù, la sorella del poeta, a cui dobbiamo lo svolgersi della trama, che parte dal 1912, quando un treno con le spoglie di Pascoli parte da Bologna per le sue esequie con studenti, autorità e parenti, tra cui la sorella Maria. Il viaggio riflette il lutto del Paese, dove persone di tutte le classi sociali rendono omaggio al poeta.
Coprodotto da Rai Fiction e Memo Films, con il supporto del MiC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e il sostegno della Destinazione Turistica Romagna, Zvanì sarà nelle sale dal 2 ottobre e successivamente su Rai1. Il film è stato girato in buona parte a San Mauro Pascoli, in particolare negli ambienti suggestivi di Villa Torlonia, già casa del grande poeta.

