Reggio Film Festival, specchio del mondo
Dall’8 al 19 novembre a Reggio Emilia cortometraggi in concorso
“Specchio del mondo”. Titola così la diciassettesima edizione del Reggio Film Festival che, avviato verso il ventennio, ha ospitato circa quindicimila cortometraggi provenienti da settantuno paesi diversi, dall’Afghanistan all’Australia, dagli Emirati Arabi all’Indonesia, dalla Mongolia al Sud Africa, aprendo finestre sulla realtà più cruda o su reinvenzioni capaci di trasfigurarla e rilanciarla fondando nuovi immaginari. Piantando le antenne nel presente, il Festival insiste ancora di più, quest’anno, su un’idea di arte come specchio, come riflesso e rifrazione dei nodi più intricati e urgenti dell’oggi, ovvero come possibilità di “restituire allo sguardo del fruitore una diversa consapevolezza della realtà circostante e delle sue infinite rappresentazioni”. La nuova edizione in arrivo a Reggio Emilia dall’8 al 19 novembre, diretta da Alessandro Scillitani e organizzata da Cine Club Reggio – FEDIC, è dedicata infatti al dialogo interculturale, con un programma di proiezioni, ma anche di spettacoli teatrali, concerti, presentazioni di libri, workshop, pensato per incontrare pubblici con aspettative e background culturali diversi.
Si parte giovedì 8 con un incontro alla Libreria Punto Einaudi-Strand con il più grande creatore di effetti speciali degli Stati Uniti, una vera star di Hollywood, John Rosengrant, supervisore agli effetti speciali di Avatar, Hunger Games, Vita di Pi, Revenant, La Forma dell’Acqua, Avengers e Jurassic World e si prosegue il 9 novembre con Antonio Rezza e Flavia Mastrella, freschi di leone d’oro alla Biennale Teatro del 2018, protagonisti di un incontro di presentazione di alcuni loro cortometraggi. Tra gli altri incontri con gli autori in libreria, quelli con Giorgio Scianna, Maurizio de Giovanni e Diego De Silva. Tra gli appuntamenti musicali invece lo scanzonato show delle Sorelle Marinetti e la musica introspettiva della contrabbassista Caterina Palazzi. Per gli appassionati di teatro c’è il Cinebus del Teatro dell’Orsa, spettacolo itinerante a bordo di un autobus attraverso le vie dei cinema perduti della città. “Ma il cuore del Festival – spiega Scillitani – rimane il cinema, con cortometraggi, ancora una volta provenienti da ogni parte del Pianeta, che verranno proiettati in diversi spazi della città, e diversi workshop, per avvicinare questo mondo dalle più diverse prospettive, tecniche e poetiche”.
Dalla Russia arriva 9 Ways to draw a person di Sasha Svirsky, che con nove storie brevi e inaspettate, mescolando astrazione, collage e disegni animati, racconta come si può raffigurare una persona. Con Heyvan l’iraniano Bahram Ark racconta la storia di un uomo che spinto dal desiderio di oltrepassare il confine si traveste da ariete. Dalla Finlandia arriva They came in crowded boats and trains di Minna Rainio e Mark Roberts, che racconta di profughi che dalla Finlandia e dall’Iran viaggiano a fatica tra frontiere geografiche e temporali in cerca di un posto sicuro. E poi ancora film dalla Francia, dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Germania, dall’UK, dalla Repubblica Ceca, dal Canada, dagli Usa, dall’Irlanda, dai Paesi Bassi, dalla Polonia, dalla Svizzera, dalla Tailandia e dalla Bulgaria. Sono moltissime le opere italiane in concorso, tra queste quella del regista italiano Salvatore Mereu, il cui lungometraggio Bellas Mariposas è stato in concorso alla sezione ‘Orizzonti’ della Mostra del cinema di Venezia, e che al Reggio Film Festival presenta un corto intitolato Futuro Prossimo, mentre Michele Tataranni è regista di Atestalta, una vicenda comune ambientata in un supermercato che mostra come i pregiudizi che la società ci impone siano spesso privi di valenza. In Bismillah Alessandro Grande racconta la storia di Samira, ragazza tunisina di dieci anni che vive illegalmente in Italia con suo padre e suo fratello. In Okike, Edoardo Ferraro punta l’obiettivo su un ragazzo africano che stringe tra le mani un lettore dvd portatile su cui ha appena fatto partire il suo film di fronte a una commissione che lo osserva perplessa. In La madeleine e lo straniero, Alessandra Cardone racconta la vicenda di uno chef di origini rumene che sta per prendere la sua prima stella Michelin. Je ne veux pas mourir di Massimo Loi e Gianluca Mangiasciutti inquadra la tragedia dei nostri tempi dagli occhi di chi dovrà imparare a vivere il domani. Il Legionario di Hleb Papou racconta invece la scissione di un agente della Polizia di Stato tra l’amore per la sua famiglia, che sta per essere sgomberata, e la fedeltà alla divisa che indossa.
Queste le opere, che insieme a decine di altre, concorreranno per il Premio al miglior cortometraggio e, novità del 2018, il Premio Speciale Città Mondo, dedicato alle opere che affrontano il tema del dialogo interculturale, assegnati da una giuria composta dal critico Mauro Gervasini, dal montatore Cristiano Travaglioli dallo scrittore Giorgio Scianna, da Sandra Campanini dell’Ufficio Cinema del Comune di Reggio Emilia e da Antonella Arseni di Bolzano Film Festival. Il pubblico in sala invece voterà il corto migliore assegnando il Premio Giuria Popolare.
Tra gli altri eventi speciali in programma da segnalare la presenza della regista norvegese Iram Haq, che presenterà il suo ultimo film Cosa dirà la gente, opera che la Norvegia ha candidato per gli Oscar 2019. Reggio Film Festival è realizzato con il contributo della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Reggio Emilia. L’ingresso a tutte le iniziative è gratuito, fatta eccezione per il Cinebus e per alcuni workshop.
Link
- Data di pubblicazione
- 03/11/2018
- Ultima modifica
- 06/11/2018

