Some Prefer Cake: torna il festival di cinema e cultura lesbica, nel ricordo di Luki Massa

Dal 18 al 20 settembre a Bologna

14 Settembre 2026

Tre giorni di cinema, incontri, performance, mostre, dj set e cultura lesbica. Dal 18 al 20 settembre torna a Bologna Some Prefer Cake. Bologna Lesbian Film Festival.
Il festival, arrivato alla diciottesima edizione, si svolgerà al Nuovo Cinema Nosadella, in Sala Scalo, e negli spazi dell’adiacente Giardino Lorusso, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi dedicati al cinema lesbico e alla cultura femminista.

L’edizione 2026 cade a dieci anni dalla morte di Luki Massa, attivista e femminista tra le protagoniste del movimento lesbico in Italia e fondatrice del festival nel 2007. Per ricordarne il percorso politico e culturale, per tutta la durata della manifestazione sarà allestita al piano inferiore della Sala Scalo la videoinstallazione Luki. Appunti di visibilità lesbica, a cura dell’Associazione Luki Massa con Chiara Ronchini. Durante l’inaugurazione verrà inoltre proiettato Rapido finale con passione, cortometraggio realizzato da Luki Massa nel 1999.

Il programma in sala propone 32 produzioni indipendenti da tutto il mondo: 6 lungometraggi, 15 cortometraggi in concorso e 11 cortometraggi fuori concorso. I film attraversano, con sguardo lesbico e femminista, temi come la lotta alla lesbofobia, l’autodeterminazione dei corpi, la ribellione, l’amicizia, i modelli di famiglia queer, la genitorialità lesbica, la memoria familiare, politica e culturale, la discriminazione delle minoranze, la Palestina, la mascolinità femminile, il caregiving e l’identità non binaria nella lingua italiana.

L’apertura è in programma il 18 settembre alle 19 con tre proiezioni gratuite: Rapido finale con passione di Luki Massa, Enduring Opposition – Opposizione persistente? di Roman Manfredi, accompagnato dalla presentazione della mostra Fair Play, e Lesbofòbia. Un documental i deu respostes di Inés Tarradellas, seguito dall’incontro con la regista, la produttrice Maria Luisa García Berrocal e l’Associazione Lìberàs. Alle 21 il programma prosegue con Where you find me, fiction tedesca del 2025 firmata da Willi Andrick, Juan Bermúdez, Isis Rampf e Anna Schröder. Alle 22.30 chiude la serata Lesbian Pleasure, con la performance Feral di e con Sun Elmi e una selezione di corti erotici fuori concorso.

Il 19 settembre si apre alle 10 con Corti a colazione, sezione di cortometraggi seguita da un Q&A con lə registə Emilia Figliomeni, Gilda Panizza e Yue Ran, con la partecipazione della Collettiva Yilou. Alle 12.30, in giardino, il talk gratuito Shortfilm Stories. Come i cortometraggi raccontano la comunità LBT* riunisce registə e artistə presenti al festival, con la moderazione di Helena Falabino. Nel pomeriggio il programma in sala prosegue alle 14 con Pooja, Sir di Deepak Rauniyar, fiction tra Nepal, Stati Uniti e Norvegia che intreccia indagine, discriminazioni sistemiche e misoginia quotidiana; alle 16.30 con Neirud di Fernanda Faya, documentario brasiliano sulla vita nascosta di una zia lottatrice in una compagnia circense clandestina composta da sole donne; e alle 18.30 con Love me tender di Anna Cazenave Cambet, liberamente tratto dal romanzo di Constance Debré, sul rapporto tra maternità, libertà e genitorialità lesbica. Alle 21 torna Lesbian Pleasure, con un nuovo programma di corti e Q&A con lə registə presenti. Dalle 21.30 il giardino ospita Lesbians Outside: Some Prefer Disco, dj set a cura della Collettiva Elettronika.

Il 20 settembre la giornata comincia alle 10 con la seconda sezione di Corti a colazione, seguita dal Q&A con Alice Milani, registə di Radici. Alle 12.30, in collaborazione con la Libreria delle donne di Bologna, è in programma la presentazione di 10 anni di Non facciamone un lesbodramma di Frad, con Antonia Caruso e Bea Gusmano di Asterisco Edizioni.

Alle 14 sarà proiettato Queer me, documentario di Irene Bailo Carramiñana dedicato alla memoria di uno squat transfemminista di Tolosa e a un viaggio di riscoperta di sé, seguito dal Q&A con la regista e la produttrice Odile Méndez-Bonito. Alle 16.30, in collaborazione con Archivio Aperto, arriva Barbara Forever di Brydie O’Connor, documentario statunitense del 2026 dedicato alla pioniera del cinema lesbico Barbara Hammer. Alle 18, negli spazi del giardino, Rachele Borghi una conferenza in forma di cabaret tra decolonialità, femminismo e solidarietà con la Palestina. Alle 19 sono previsti premiazione e saluti, seguiti dalla proiezione del film vincitore; alle 20 il festival si chiude in giardino con Some Prefer Balera, dj set conclusivo a cura della Collettiva Elettronika.

Non solo cinema: la diciottesima edizione è anticipata dalla mostra Tra noi/Among Us e We/Us di Roman Manfredi, nata dalla collaborazione tra Some Prefer Cake e Spazio Labo’ e curata da Laura De Marco. La mostra, che inaugura il 16 settembre alle 18.30 a Spazio Labo’, esplora identità, appartenenza e memoria attraverso fotografia, storia orale, materiali d’archivio e Super 8.

Il festival, che presta particolare attenzione all’accessibilità, è organizzato dall’associazione Luki Massa APS, con la direzione artistica di Comunicattive e il coordinamento di Teresa Sala. La selezione dei film è a cura di Federica Fabbiani e Antonia Nina Ferrante per la fiction, Lucia Tralli e Silvia Radicioni per i documentari, Helena Falabino, Giulia De Rocco e Margherita Minelli per i cortometraggi. La giuria della diciottesima edizione è composta da Wissal Houbabi, Chiara Liberti e Rachele Borghi. Assegnerà tre premi, uno per ciascuna categoria in concorso: cortometraggio, documentario e lungometraggio fiction. Ai premi della giuria si aggiungeranno quelli del pubblico, proclamati durante la cerimonia di chiusura del 20 settembre. Dal 21 settembre all’1 ottobre alcuni dei titoli in programma saranno visibili in streaming su www.openddb.it   

Some Prefer Cake è sostenuto dal Comune di Bologna, nell’ambito del Patto generale di collaborazione per la promozione e la tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTQIA+ 2022-2027 e di Bologna Estate 2026, dalla Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, da Banca Etica e dalla Fondazione del Monte con il progetto Anche le rose.