- Data di pubblicazione
- 01/10/2026
- Ultima modifica
- 01/10/2026
Quando il Taxi Driver ti porta a Sedicicorto
Forlì ospita corti di tutto il mondo, con la 23esima edizione del Festival in programma dal 2 all'11 ottobre
Un taxi nella notte di New York, cinquant’anni dopo. È Taxi Driver di Martin Scorsese l’immagine scelta da Sedicicorto Forlì International Film Festival, per accompagnare la sua ventitreesima edizione, in programma dal 2 all’11 ottobre.
Il film del 1976 non entra semplicemente nel programma come titolo celebrativo. Il viaggio di Travis Bickle diventa il motivo
attorno al quale il festival costruisce una parte del proprio percorso, facendo dell’automobile uno spazio narrativo, un luogo d’incontro e un dispositivo attraverso cui attraversare storie provenienti da geografie molto diverse. Il centro della manifestazione resta però il cinema breve contemporaneo. Sono circa 160 i cortometraggi selezionati fra 3.046 candidature provenienti da 114 paesi, distribuiti in 11 sezioni, 9 competitive e 2 fuori concorso. Fiction, animazione, documentario, sperimentazione, opere realizzate in ambito formativo e produzioni legate al territorio compongono un programma che continua a privilegiare anche autori giovani e cinematografie meno presenti nei circuiti più consolidati. Le proiezioni si distribuiscono principalmente fra la Sala San Luigi, la Fabbrica delle Candele e la Galleria Manoni.
Tornano le sezioni Movie, dedicata alla fiction internazionale, Animalab per l’animazione, Cortitalia per la produzione nazionale, Cortinloco per gli autori e le produzioni del territorio, insieme ad Animare, MenoD5, Student, Apollo e Documè. Fuori concorso, Africò guarda al cinema emergente africano, mentre Taxi raccoglie cinque cortometraggi nei quali automobile e viaggio diventano parte sostanziale della costruzione narrativa.
All’omaggio a Scorsese si aggiungono una mostra alla Galleria Manoni 2.0, il Cinebook Taxi Driver – Viaggio al termine della notte di Gabriella Maldini, un Cinequiz e altri contributi disseminati nel programma.
La selezione si muove lungo una tensione che il festival riassume nell’opposizione fra un “mondo reale” e un “mondo parallelo”. Nel
primo trovano posto soprattutto storie segnate da condizioni sociali difficili, spesso osservate attraverso figure infantili o adolescenti. In Allò en el Cielo l’undicenne Chito si prende cura dei piccioni viaggiatori utilizzati dal fratello maggiore per il traffico di droga; America segue una bambina di dieci anni che vive sulle Ande e sogna una bicicletta per non arrivare più tardi a scuola; Concrete Kids guarda al disagio di alcuni ragazzi di un quartiere lituano, mentre in Mama Papa Pasha un giovane cerca di inseguire il sogno di diventare pianista contro una realtà familiare che lo riporta a condizioni ben più dure.
Altrove la realtà passa attraverso deformazioni, allegorie e immagini paradossali. Healty trasforma la paura della vulnerabilità del corpo in rituali paranoici e ipocondriaci; Red Line porta un gruppo di turisti in una zona di guerra per osservare da vicino le tragedie raccontate; nell’iraniano The Poetic of Stones uomini trasformati in pietra diventano l’immagine di una società paralizzata dall’apatia e della violenza all’interno delle relazioni familiari. Realtà e immaginazione finiscono così per specchiarsi come due modi differenti di dare forma allo stesso disagio.
Accanto alle proiezioni, Sedicicorto continua ad allargare il proprio perimetro al rapporto con l’industry, con le scuole, col teatro civile e verso altri linguaggi. L’illusionista Andrea Rizzolini presenta Cinementale, esperimento che mette insieme mentalismo, cinema e partecipazione del pubblico. Debutta invece Slam Movie, format ideato dal festival con il collettivo poetico VoceVersa, nel quale a ciascun poeta viene affidato un cortometraggio da trasformare in una recensione poetica dal vivo, mentre gli spettatori scelgono la combinazione più riuscita fra film e performance.
Il rapporto con la storia del cinema passa anche attraverso Il Centenario di Enrico Gaudenzi, viaggio tra opere uscite esattamente un secolo fa. Il programma comprende The General di Buster Keaton, I tre birbanti di John Ford, La madre di Vsevolod Pudovkin e Faust di Friedrich Wilhelm Murnau. Uno sguardo all’indietro che convive con l’attenzione costante del festival agli esordi e alle nuove generazioni.
Tra i molti riconoscimenti il Premio ER Futuro viene assegnato alla sceneggiatrice e autrice Sofia Assirelli, il Premio CinER ad Andrea Gherpelli, mentre il Premio Generazione G va a Samuele Teneggi. Il nuovo Premio Accademia è destinato allo storico e critico del cinema Alfredo Baldi, che ha lavorato per quasi quarant’anni al Centro Sperimentale di Cinematografia, dirigendo anche la Scuola Nazionale di Cinema e la Cineteca Nazionale. Milena Vukotic, già ospite del festival nel 2019, riceverà invece il Premio Woman In Set.
Una menzione speciale infine va alla giornata del 9 ottobre, in cui si segnala il panel Il corto…circuito della distribuzione, in programma alla Fabbrica delle Candele dalle 15 alle 18. Un’occasione per discutere della distribuzione del cortometraggio, tra aspettative degli autori, contratti e scenari futuri.
Il panel, condotto da Maurizio Di Rienzo, è in collaborazione con CNA Cinema e Audiovisivo Emilia-Romagna e Forlì-Cesena nell’ambito del progetto CIAK RELOADED, co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, attraverso Emilia-Romagna Film Commission. L’ingresso è libero senza prenotazione.
Sempre alla Fabbrica delle Candele, in tarda mattinata, si potrà vedere My Oddly Unexpected Bond, il corto sostenuto dal Fondo Audiovisivo regionale diretto da Carolina Batista; una produzione internazionale in concorso nella sezione Animalab – Animation experimental.

