- Data di pubblicazione
- 02/11/2026
- Ultima modifica
- 02/11/2026
NOAM Film Festival 2026, il Messico al centro del cinema indipendente nordamericano
A Faenza la quarta edizione dall’11 al 15 novembre
Il Messico diventa il primo territorio da attraversare nel nuovo ciclo del NOAM Faenza Film Festival. Dall’11 al 15 novembre la manifestazione dedicata al cinema indipendente nordamericano torna a Faenza per la quarta edizione e inaugura Country in
Focus, programma triennale che approfondirà ogni anno una delle tre cinematografie attorno alle quali il festival è costruito: Messico nel 2026, Canada nel 2027 e Stati Uniti nel 2028. Dieci lungometraggi messicani, una mostra, incontri e la presenza dell’ambasciatore del Messico in Italia Genaro Lozano compongono il primo capitolo del progetto, realizzato con il sostegno istituzionale dell’IMCINE – Instituto Mexicano de Cinematografía.
Il percorso messicano trova uno dei suoi centri in Alonso Ruizpalacios, cui il festival assegna il Premio alla Carriera 2026. Dei suoi quattro lungometraggi, tutti passati dalla Berlinale, NOAM propone la retrospettiva completa: Museo, che apre l’anteprima del festival il 14 ottobre al Cinema Sarti, Güeros, Una película de policías e La cocina. Ruizpalacios sarà inoltre a Faenza per una masterclass aperta al pubblico il 15 novembre, moderata da Eva Sangiorgi, prima della cerimonia di premiazione.
Il Messico attraversa anche il concorso, che riunisce nove lungometraggi provenienti da Berlinale, Sundance, Tribeca, SXSW, Toronto e Venezia. Ad aprirlo l’11 novembre è Hombre al agua, terza regia di Gael García Bernal, che recita accanto a Ricky
Martin, Natalia Oreiro e Manuel García Rulfo in una satira di classe sospesa tra commedia, melodramma e thriller. Il 14 novembre arriva invece Chicas tristes di Fernanda Tovar, premiato alla Berlinale con l’Orso di Cristallo e il Grand Prix della giuria internazionale di Generation 14plus, mentre la chiusura del concorso è affidata a El jardín que soñamos di Joaquín del Paso, storia di una famiglia haitiana in viaggio verso nord attraverso una foresta del Messico centrale segnata dal disboscamento illegale.
La selezione guarda però all’intero continente nordamericano. The History of Concrete di John Wilson, prodotto dai Safdie e presentato al Sundance 2026, arriva in prima italiana; Act One di Sophia Takal, thriller psicologico passato dal Tribeca Festival, vede nel cast Ella Beatty e Ari Graynor; Mouse di Kelly O’Sullivan e Alex Thompson arriva dalla Berlinale con Sophie Okonedo e Iman Vellani. Dal Toronto International Film Festival proviene Mile End Kicks di Chandler Levack, con Barbie Ferreira e Jay Baruchel, mentre Sparks di Fergus Campbell, con Elsie Fisher, e il canadese Kaïros di Jennifer Alleyn completano il quadro delle opere in concorso.
Fuori concorso uno degli appuntamenti più attesi è The Rivals of Amziah King di Andrew Patterson, in programma il 14 novembre in anteprima italiana. Con Matthew McConaughey e Kurt Russell, il film attraversa l’Oklahoma rurale tra apicoltori, bluegrass e rivalità che progressivamente assumono la forma del thriller; arriva a Faenza in collaborazione con I Wonder Pictures, che lo distribuirà nelle sale italiane. Il 13 novembre, nella fascia del midnight movie, è invece in programma Trauma or, Monsters All di Larry Fessenden, con Barbara Crampton e James Le Gros.
Il dialogo con la storia del cinema messicano passa attraverso NOAM Classic, che propone El lugar sin límites di Arturo Ripstein, Lola di María Novaro e, a chiusura del festival, Los olvidados di Luis Buñuel in copia restaurata. Il focus si completa con l’immagine dell’edizione, affidata all’illustratrice messicana Naandeyé García Villegas, che espone a MEET NOAM sedici manifesti realizzati nell’arco di vent’anni.
Accanto alle proiezioni, il festival costruisce una rete di incontri che mette in relazione cinema, editoria, critica e produzione
culturale. Christian Raimo presenta L’invenzione del colore, Alessio De Santa racconta il lavoro di divulgazione cinematografica sui social, mentre Eva Sangiorgi e Alessia Gasparella discutono del futuro dei festival. Sabato 14 novembre trovano spazio il podcast Casaba, un incontro dedicato alla traduzione del Messico con Giulia Zavagna, il confronto Tra Faenza e il Messico e CineFacts Live con Yuri Ancarani. Resta centrale anche il lavoro con le nuove generazioni. NOAM LAB porta nelle mattine del festival nove cortometraggi nordamericani in concorso, scelti tra opere provenienti da Cannes, Berlinale, Clermont-Ferrand, DOK Leipzig e altri circuiti internazionali, mentre il fuori concorso dedicato all’Emilia-Romagna comprende “Mambo Kids” di Emanuele Tresca e i tre titoli sostenuti dal Fondo Audiovisivo regionale: “Il velo dei sensi” di Elisa Baccolo, “La vita da grandi” di Greta Scarano e “Se venisse anche l’inferno” di Samuele Rossi.

