- Data di pubblicazione
- 05/11/2026
- Ultima modifica
- 05/11/2026
Parma Film Festival, dal caso Tortora al jazz di Bollani, tra anteprime e grandi omaggi
Dal 14 al 24 novembre la 29ª edizione
Dal caso Tortora raccontato da Marco Bellocchio ai grandi classici restaurati, dalle storie di resistenza civile e ambientale alle nuove frontiere dell’animazione, fino al jazz di Stefano Bollani. Attraversa epoche, generi e geografie diverse la 29ª edizione del Parma Film Festival – Invenzioni dal Vero, in programma dal 14 al 24 novembre, con un calendario di anteprime,
proiezioni, incontri, masterclass e omaggi ai protagonisti della storia del cinema. Tra gli ospiti Fabrizio Gifuni, Guido Caprino, Maurizio Nichetti, Amanda Sandrelli, Marco Bechis, Roberto Perpignani e molti altri, per una manifestazione che mette in dialogo il cinema contemporaneo con la memoria dei suoi grandi maestri.
Organizzato dal Comune di Parma e dal Circolo del Cinema Stanley Kubrick, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, di Fondazione Monteparma e BPER, il festival rinnova la collaborazione con l’Università di Parma, la Fondazione Bernardo Bertolucci e la Fondazione Anna Mattioli, riservando particolare attenzione alla formazione, alla ricerca e al rapporto tra cinema e territorio. Tra i protagonisti più attesi c’è Fabrizio Gifuni, che riceverà il Premio Miglior Serie TV per Portobello, la miniserie diretta da Marco Bellocchio nella quale interpreta Enzo Tortora, il celebre conduttore televisivo vittima di uno dei più clamorosi casi di malagiustizia italiana. L’attore sarà inoltre protagonista di una masterclass dedicata agli studenti e agli appassionati di cinema. A Guido Caprino, interprete di film e serie come Noi credevamo, Fai bei sogni e L’arte della gioia, andrà invece il Premio Maurizio Schiaretti, dedicato al giornalista e critico cinematografico della Gazzetta di Parma. In occasione della premiazione sarà proiettato Una storia, esordio alla regia di Anna Foglietta, nel quale Caprino recita accanto ad Alba Rohrwacher. Il Premio Roberto Campari, dedicato alla scrittura cinematografica e giunto alla quinta edizione, sarà conferito a Jean A. Gili, storico e critico francese, professore emerito all’Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne e studioso del cinema italiano.
Particolarmente ricco il programma delle anteprime, otto in tutto, che spaziano tra autori affermati e nuove voci del cinema internazionale. Dopo la preapertura del 3 novembre con Mustang, alla presenza di Kasia Smutniak, l’inaugurazione del 14 novembre sarà affidata a Fjord, nuovo film del regista rumeno Cristian Mungiu. Tra gli altri titoli figurano Coward di Lukas Dhont, Rose di Markus Schleinzer, La venere elettrica di Pierre Salvadori, Il caso Marie Claire di Yvo Muller e Lauriane Escaffre, Il canto della foresta di Vincent Munier e Storie parallele di Asghar Farhadi.
Alle nuove produzioni si affianca una selezione di opere che affrontano questioni politiche, sociali e ambientali del presente. Con Custodi della memoria – La natura al tempo del fuoco, i registi Francesco Conversano e Nene Grignaffini raccolgono le testimonianze delle popolazioni indigene della British Columbia canadese, colpita dai devastanti incendi boschivi degli ultimi anni. Elisabetta Giannini, con La leggenda del deserto, racconta invece l’esilio forzato del popolo saharawi nel Sahara Occidentale, mentre Marco Bechis torna a confrontarsi con la memoria della dittatura argentina in Ritorno a Buenos Aires, seguendo la testimonianza di un sopravvissuto alle torture degli ex militari. Al rapporto tra comunità e territorio è dedicato anche La bolla delle acque matte di Anna Di Francisca, ambientato a Castelluccio di Norcia, tra le macerie del terremoto del 2016. Protagonista è un sindaco, interpretato da Fausto Russo Alesi, che cerca di difendere il proprio paese dalle difficoltà della ricostruzione e dalle lungaggini burocratiche. Entrambi saranno presenti al festival per incontrare il pubblico. Spazio anche all’animazione con Wildwood – I segreti del bosco proibito di Travis Knight, produzione in stop-motion dello studio LAIKA, frutto di una lunga lavorazione artigianale.
Un capitolo importante della manifestazione è dedicato a Luchino Visconti, nel cinquantesimo anniversario della morte e nel centoventesimo della nascita. Il programma prevede un convegno articolato in due giornate all’APE Parma Museo, con la partecipazione, tra gli altri, di Caterina D’Amico, Giorgio Treves, Stefano Patrizi, Umberto Berlenghini e Roberto Chiesi. Sono inoltre previste la proiezione del documentario Le vie della recherche di Treves e la presentazione del volume Tutto Visconti, scritto da Piero Spila e Jean A. Gili. Tra gli appuntamenti più significativi anche la proiezione della versione restaurata di Bellissima, nell’ambito dell’omaggio a Visconti, e di La lunga notte del ‘43 di Florestano Vancini, premiato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 nella sezione Venezia Classici. Il restauro, curato dalla Cineteca di Bologna, sarà presentato alla presenza della figlia del regista, Gloria Vancini, e di Mario Patanè. A Bernardo Bertolucci sarà dedicata la proiezione di Bertolucci secondo il cinema, documentario realizzato nel 1976 da Gianni Amelio durante la lavorazione di Novecento. Un ulteriore omaggio sarà rivolto a Roberto Perpignani, tra i più importanti montatori del cinema italiano, attraverso il documentario Roberto Perpignani. L’emozione dei tagli impropri, accompagnato da un incontro con lo stesso Perpignani, il regista Marco Chiarini e il montatore Cristiano Travaglioli.
La storia del cinema sarà poi al centro anche delle numerose presentazioni editoriali. Maurizio Nichetti presenterà, insieme a Gabriele Gimmelli, la propria autobiografia Occhi aperti. L’avventura di un sognatore e introdurrà la proiezione di Ladri di saponette, il film del 1989 che gioca con i linguaggi e le convenzioni del cinema e della televisione. In programma anche il volume Monica Vitti di Giulia Simi, la nuova edizione del catalogo Ugo Mulas, curato da Arturo Carlo Quintavalle, e È un’impresa fare un film, libro del produttore Carlo Cresto-Dina, fondatore di tempesta, che sarà protagonista anche di una masterclass. Tra gli incontri formativi figurano inoltre quelli con la direttrice della fotografia Camilla Cattabriga e la regista Caterina Biasiucci, in rappresentanza dell’Associazione Eki, con lo storico e critico cinematografico Roy Menarini e con l’attrice e regista Amanda Sandrelli, presente anche alla proiezione di Amori in corso di Giuseppe Bertolucci.
Torna anche il Premio Anna Mattioli, dedicato alla filantropa e imprenditrice parmigiana scomparsa nel 2022, che valorizza cortometraggi e opere audiovisive incentrati sul tema della cura dei bambini, con particolare attenzione alle situazioni di fragilità. Sei i lavori finalisti, provenienti da Italia, Canada, Regno Unito e Kazakistan. La premiazione si terrà il 21 novembre, con una giuria presieduta dal neuroscienziato Vittorio Gallese, docente all’Università di Parma, protagonista anche dell’incontro Io e il cinema. Non manca uno sguardo sulla produzione regionale con la rassegna Paesaggi in movimento: cinema d’Emilia-Romagna, che raccoglie opere di autori legati al territorio. Tra i titoli L’urlo di Camillo Bazzoni, Francesco Barilli. Il cinema e la follia di Luca Magri, La guerra di Yevhen di Marco Gualazzini e Daniele Bellocchio, e Mondo Matto di Vincenzo Picone e Maddalena Tasca, ispirato al libro di Tito Pioli sulla figura di Mario Tommasini, protagonista delle battaglie per la riforma psichiatrica. A concludere il festival sarà la proiezione di Tutta Vita, documentario di Valentina Cenni che racconta una settimana di residenza artistica a Gorizia, dove alcuni tra i più importanti musicisti jazz italiani si sono ritrovati insieme a Stefano Bollani. La regista e il pianista saranno presenti all’incontro con il pubblico, per un finale in cui cinema e musica tornano a dialogare.

