- Data di pubblicazione
- 22/09/2026
- Ultima modifica
- 22/09/2026
Bella Ciao: tornano DIG Festival e le inchieste contemporanee
Modena capitale del giornalismo investigativo dal 23 al 27 settembre. Oltre cento gli eventi in programma tra talk, proiezioni, mostre e concerti
Modena si prepara a diventare il fulcro europeo del giornalismo investigativo con il ritorno di Dig Festival, giunto alla sua dodicesima edizione e ormai consacrato come il più importante appuntamento del settore a livello continentale.
Da mercoledì 23 a domenica 27 settembre, la città emiliana ospiterà un evento che si rivolge a chiunque faccia del tentativo di espandere la democrazia una priorità assoluta, offrendo un punto di riferimento mondiale per reporter, registi e produttori indipendenti, ma anche un’esperienza unica di approfondimento per un pubblico generalista sempre più ampio.
La manifestazione di quest’anno, che si sviluppa sotto il titolo fortemente simbolico di “Bella Ciao”, accenderà i riflettori sulla crisi dell’informazione nel relazionarsi con le grandi questioni contemporanee. Nei cinque giorni di festival si alterneranno oltre cento eventi e altrettanti ospiti per discutere di emergenza climatica, giustizia sociale, nuovi fascismi, tecnologia, guerra, repressione e resistenza. Il ricchissimo programma si snoderà tra proiezioni cinematografiche in anteprima, mostre d’arte, concerti, lezioni e oltre quaranta talk pubblici, realizzati anche in collaborazione con realtà del giornalismo mondiale come BBC, Pulitzer Center e Journalismfund.
Il festival inaugurerà ufficialmente mercoledì 23 settembre alle ore 21, presso la Chiesa di San Carlo, con la lectio magistralis della giornalista e storica Paola Caridi intitolata Lo spettro del carnefice. Il giorno successivo, giovedì 24 settembre alle 19.30, sempre nella Chiesa di San Carlo, si terrà l’inaugurazione dei DIG Awards 2026 con una serata di opening che vedrà la partecipazione delle giurie internazionali, del direttore artistico Alberto Nerazzini e della sociologa Francesca Coin, arricchita dagli interventi speciali dei cantautori Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla. Il culmine delle premiazioni arriverà sabato sera con l’assegnazione dei prestigiosi DIG Awards e del DIG Pitch “Matteo Scanni” 2026, guidati da una giuria internazionale d’eccezione presieduta dal pluripremiato regista croato Igor Bezinović.
Il parterre dei partecipanti di questa edizione è straordinariamente vasto e spazia tra i più diversi ambiti della cultura e dell’informazione.
Accanto a storici di rilievo come Anna Foa e scienziati come Adam Becker, interverranno figure istituzionali e attivisti come Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite.
Il mondo del giornalismo italiano e internazionale sarà rappresentato da firme come Marco Travaglio, Marco D’Eramo, Andrea Fabozzi, Duccio Facchini, Stefano Feltri, Giorgio Mottola, Laura Silvia Battaglia, Daniel Adamson di BBC Africa Eye e Daniel Howden di Lighthouse Reports. Non mancheranno riflessioni sulla tecnologia con Eva Galperin, direttrice per la Cybersecurity della Electronic Frontier Foundation, e Joanna Kao del Pulitzer Center, oltre a sguardi sul femminismo e sulla società con scrittrici e saggiste del calibro di Giulia Siviero, Chiara Alessi e Veronica Raimo.
La contaminazione tra informazione e linguaggi artistici troverà la sua massima espressione in “DIG Watchdog 2026”, il cane da guardia simbolo del festival che quest’anno è stato affidato all’eclettica artista francese Mad Meg. I suoi celebri disegni a inchiostro di china, che intrecciano femminismo, ambientalismo e critica al capitalismo tecnologico, saranno al centro di una sorprendente mostra personale prodotta in esclusiva e intitolata L’abisso guarderà te (ATENEO DELLE DONNE), allestita nella suggestiva Chiesa del Complesso San Paolo.
Anche il grande cinema d’inchiesta sarà grande protagonista: lo storico Cinema Astra ospiterà per cinque giorni le proiezioni dei documentari finalisti. A questi si affiancheranno gli undici appuntamenti fuori concorso della sezione DIG Extra, molti dei quali in anteprima italiana. Tra i titoli più attesi spiccano i film dello stesso Igor Bezinović Fiume o morte! e Blokada, l’opera ungherese 80 Angry Journalists di András Földes e Anna Kis, l’anteprima nazionale di Killing Anna, The Weaker Sex di Brice Lambert, e il documentario Ghost in the Machine di Valerie Veatch, dedicato alla storia dell’intelligenza artificiale.
Il festival è una manifestazione indipendente supportata quasi esclusivamente da soggetti pubblici. Per il 2026, i finanziamenti provengono dalla Regione Emilia-Romagna, attraverso Emilia-Romagna Film Commission; dal Comune di Modena – City of Media Arts e dalla Fondazione di Modena. Tra i sostenitori privati storici si conferma inoltre Coop Alleanza 3.0, che per il secondo anno consecutivo ha finanziato la partecipazione di quattro giovani giornalisti italiani e stranieri, garantendo alle nuove generazioni l’accesso a un evento formativo e d’incontro unico nel panorama mondiale.

