- Data di pubblicazione
- 02/09/2019
- Ultima modifica
- 09/09/2019
Speciale Venezia 76 - Undicesimo Premio Mutti: Maaria Sayed vince con ‘Sono a casa’
La giovane regista premiata al Lido di Venezia
Scoprirsi davvero straniera solo con l’arrivo di un’altra ragazza straniera. È la storia di Fatema, adolescente di origini pakistane che vive in una piccola comunità in un paese in provincia di Lecco, dove all’improvviso giunge una ragazzina immigrata come lei, con gli stessi tratti fisici e le stesse difficoltà del trovarsi in bilico tra passato e presente, tra due case, due mondi, due possibilità di futuro. Intorno a questo nodo sentimentale e politico si svilupperà Sono a casa, il nuovo film della regista di origini indiane di Maaria Sayed, vincitrice dell’undicesimo Premio Mutti – Amm, dedicato ad autori e registi migranti attivi in Italia.
Il premio, che consiste in un contributo economico di diciottomila euro, viene assegnato dal 2008 per sostenere la realizzazione di opere cinematografiche di registi stranieri provenienti da Asia, Africa, Est Europa, Balcani, America Latina e Medio Oriente – residenti nel nostro Paese da almeno dodici mesi – che si ispirano a una “visione partecipata e dinamica della cultura contemporanea e di sensibilità per il tema della diversità culturale e dell’inclusione sociale”.
La cerimonia di consegna si è tenuta il 1° settembre alle 16, all’Hotel Des Bains di Lido di Venezia, in occasione della 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in un appuntamento realizzato con Alce Nero e PoderNuovo a Palazzone. Alla premiazione hanno partecipato, oltre alla regista vincitrice, i partner che rendono possibile il Mutti-Amm: il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli, Laura Traversi dell’Associazione Amici di Giana, Dagmawi Yimer per l’Archivio delle Memorie Migranti ed Elisa Serangeli della Fondazione Pianoterra. Al termine sono stati proiettati alcuni minuti del film La voliera di Bagya D. Lankapura, vincitore dell’edizione 2018.
Da segnalare poi che un ulteriore premio, questa volta alla creatività, e del valore di duemila euro, è stato assegnato alla regista di origini albanesi Keti Stamo, per I figli di Caino, progetto di documentario su un gruppo di bambini in un villaggio nell’estremo nord in Albania dove vige il Kanun, codice di vendetta e onore della montagna, che regola la vita degli abitanti, imprigionandoli in una logica di sangue.

