Bologna "Sottosopra": film inediti, Archibugi e la storia censurata d’Italia al festival Archivio Aperto
Cinque giorni tra cinema amatoriale, filmati mai visti del G8 di Genova, l'omaggio a Carla Lonzi e il documentario proibito su Radio Alice recuperato da Parigi
Il focus principale della manifestazione intreccia proiezioni e dibattiti legati al mediattivismo e alla militanza: dalle contro-narrazioni del G8 di Genova alle storiche fanzine giovanili, fino alle prime TV di strada.
Il festival si accende ufficialmente oggi, giovedì 22 ottobre alle 18:30, nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa di San Mattia con l’opening Sguardi in camera. Per l’occasione, verranno proiettate sequenze cruciali sulle lotte sociali e politiche degli anni
Sessanta e Settanta, estratte dalla serie Sguardi in camera. L’avventurosa storia d’Italia in formato ridotto (prodotta da Kiné e I Wonder Pictures). L’evento sarà impreziosito da una sonorizzazione originale dal vivo eseguita dal jazzista Guglielmo Pagnozzi insieme a Laura Agnusdei e Lorenzo Valdesalici.
Il caso Radio Alice (François Pain, 1977, 53’): A 50 anni dalla nascita dell’emittente che ha sconvolto Bologna e l’Italia, viene proiettato un film rimasto finora completamente inedito nel nostro Paese, recuperato grazie alla Bibliothèque Nationale de France. Il documentario ricostruisce i giorni caldi del 1977 e la drammatica irruzione della polizia nella sede della radio. La particolarità? Le immagini ravvicinate e libere furono girate con la Paluche, una videocamera portatile leggerissima e sperimentale per l’epoca, che permetteva inquadrature prima impossibili. In sala saranno presenti il regista François Pain e i protagonisti storici dell’emittente per un dibattito imperdibile.
Il fenomeno Orfeo TV: Spazio anche all’archeologia dei media pre-social con l’incontro dedicato a Orfeo TV: La televisione di strada prima dei social media, un omaggio al collettivo bolognese che nel 2002 aprì il primo canale di strada d’Italia in chiave situazionista, guidato da Giancarlo “Ambrogio” Vitali, per scardinare l’allora imperante oligopolio televisivo.
Il cuore cinematografico della manifestazione è il Concorso Internazionale dedicato alle opere contemporanee realizzate con materiali d’archivio, che quest’anno presenta sedici titoli in gara (tra lungometraggi e cortometraggi), di cui ben tredici in anteprima italiana. Tra le opere più attese spiccano:
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- Az Zeeb di Rafael Guendelman (Cile/Qatar, 86’): la storia della famiglia dell’autore tra Cile, Palestina e Israele, ricostruita a partire dai Super8 della nonna.
- The Clearing di Sabine Groenewegen (Paesi Bassi/Indonesia, 87’): un’indagine visiva sui fantasmi del colonialismo olandese nella foresta pluviale di Sumatra.
- Où vivre insiste di Aude Fourel (Francia/Germania/Algeria, 65’): un viaggio intergenerazionale e femminile con le filmmaker e attiviste Monica Maurer e Cahide Ozel tra Italia, Palestina e Kurdistan.
- Auber 89 di Giuseppe Schillaci (Italia/Francia, 80’): la ricostruzione della periferia parigina dagli anni Ottanta a oggi, specchio di un’ambiziosa riqualificazione urbana sfociata nella marginalizzazione sociale e razziale.
Tra i cortometraggi in concorso si segnalano Forgotten Spaceman di Elham Ehsas, che racconta la storia del primo e unico astronauta afghano mandato nello spazio nel 1988, e Intersecting Memory di Shayma’ Awawdeh, incentrato sulla Seconda Intifada nella Palestina occupata.
Archivio Aperto Research: il nuovo debutto del festival, un’area dedicata a opere e progetti di ricerca pratica (practice-based research) sul cinema in formato ridotto e sulle memorie private. Uno spazio di studio pensato per mettere in relazione la ricerca accademica con gli archivi filmici.
Allegati
- Data di pubblicazione
- 21/10/2026
- Ultima modifica
- 22/10/2026

