Bologna "Sottosopra": film inediti, Archibugi e la storia censurata d’Italia al festival Archivio Aperto

Cinque giorni tra cinema amatoriale, filmati mai visti del G8 di Genova, l'omaggio a Carla Lonzi e il documentario proibito su Radio Alice recuperato da Parigi

21 Ottobre 2026
Esiste una storia d’Italia che non si trova nei libri di scuola, rimasta per decenni nascosta nei formati ridotti (9.5mm, 16mm, Super8) delle pellicole private, di famiglia o d’artista. Dal 22 al 26 ottobre, Bologna diventa il centro nevralgico della riscoperta di questo patrimonio con la XIX edizione di Archivio Aperto, il festival internazionale della Fondazione Home Movies diretto da Giulia Simi e Sergio Fant. Il claim di quest’anno è un manifesto politico e culturale: Upside Down / Sottosopra, un invito esplicito a rovesciare lo sguardo e i media tradizionali per dare voce alle narrazioni rimaste ai margini.

Il focus principale della manifestazione intreccia proiezioni e dibattiti legati al mediattivismo e alla militanza: dalle contro-narrazioni del G8 di Genova alle storiche fanzine giovanili, fino alle prime TV di strada.

L’inaugurazione: sonorizzazioni live e l’omaggio di Francesca Archibugi a Carla Lonzi

Il festival si accende ufficialmente oggi, giovedì 22 ottobre alle 18:30, nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa di San Mattia con l’opening Sguardi in camera. Per l’occasione, verranno proiettate sequenze cruciali sulle lotte sociali e politiche degli anni Sessanta e Settanta, estratte dalla serie Sguardi in camera. L’avventurosa storia d’Italia in formato ridotto (prodotta da Kiné e I Wonder Pictures). L’evento sarà impreziosito da una sonorizzazione originale dal vivo eseguita dal jazzista Guglielmo Pagnozzi insieme a Laura Agnusdei e Lorenzo Valdesalici.

Il piatto forte della serata inaugurale è alle 21:30 al Cinema Modernissimo: l’attesissima prima uscita in sala del documentario Carla Lonzi. Dentro e fuori dal mondo firmato da Francesca Archibugi. Dopo il grande successo alle Giornate degli Autori di Venezia, la pluripremiata regista porta sul grande schermo la vita straordinaria e la straordinaria lucidità di una delle figure cardine del femminismo italiano, attingendo direttamente ai materiali d’archivio inediti di Home Movies.
Per gli amanti del cinema e della storia dei media, il festival riserva due eventi di portata eccezionale:

Il caso Radio Alice (François Pain, 1977, 53’): A 50 anni dalla nascita dell’emittente che ha sconvolto Bologna e l’Italia, viene proiettato un film rimasto finora completamente inedito nel nostro Paese, recuperato grazie alla Bibliothèque Nationale de France. Il documentario ricostruisce i giorni caldi del 1977 e la drammatica irruzione della polizia nella sede della radio. La particolarità? Le immagini ravvicinate e libere furono girate con la Paluche, una videocamera portatile leggerissima e sperimentale per l’epoca, che permetteva inquadrature prima impossibili. In sala saranno presenti il regista François Pain e i protagonisti storici dell’emittente per un dibattito imperdibile.

Il fenomeno Orfeo TV: Spazio anche all’archeologia dei media pre-social con l’incontro dedicato a Orfeo TV: La televisione di strada prima dei social media, un omaggio al collettivo bolognese che nel 2002 aprì il primo canale di strada d’Italia in chiave situazionista, guidato da Giancarlo “Ambrogio” Vitali, per scardinare l’allora imperante oligopolio televisivo.

Il Concorso Internazionale: 16 titoli e 13 anteprime italiane
Il cuore cinematografico della manifestazione è il Concorso Internazionale dedicato alle opere contemporanee realizzate con materiali d’archivio, che quest’anno presenta sedici titoli in gara (tra lungometraggi e cortometraggi), di cui ben tredici in anteprima italiana. Tra le opere più attese spiccano:
    • Az Zeeb di Rafael Guendelman (Cile/Qatar, 86’): la storia della famiglia dell’autore tra Cile, Palestina e Israele, ricostruita a partire dai Super8 della nonna.
    • The Clearing di Sabine Groenewegen (Paesi Bassi/Indonesia, 87’): un’indagine visiva sui fantasmi del colonialismo olandese nella foresta pluviale di Sumatra.
    • Où vivre insiste di Aude Fourel (Francia/Germania/Algeria, 65’): un viaggio intergenerazionale e femminile con le filmmaker e attiviste Monica Maurer e Cahide Ozel tra Italia, Palestina e Kurdistan.
    • Auber 89 di Giuseppe Schillaci (Italia/Francia, 80’): la ricostruzione della periferia parigina dagli anni Ottanta a oggi, specchio di un’ambiziosa riqualificazione urbana sfociata nella marginalizzazione sociale e razziale.

Tra i cortometraggi in concorso si segnalano Forgotten Spaceman di Elham Ehsas, che racconta la storia del primo e unico astronauta afghano mandato nello spazio nel 1988, e Intersecting Memory di Shayma’ Awawdeh, incentrato sulla Seconda Intifada nella Palestina occupata.

Le novità assolute: Open Frame e Archivio Aperto Research
La XIX edizione si arricchisce di due importanti sezioni nate quest’anno: Concorso Open Frame: una vetrina con undici opere brevi di found footage realizzate in contesti universitari, laboratori o residenze internazionali. Uno spazio dedicato alla nuova generazione di filmmaker e ai loro linguaggi visivi e politici.
Archivio Aperto Research: il nuovo debutto del festival, un’area dedicata a opere e progetti di ricerca pratica (practice-based research) sul cinema in formato ridotto e sulle memorie private. Uno spazio di studio pensato per mettere in relazione la ricerca accademica con gli archivi filmici.

Un programma densissimo che dimostra come l’archivio sia una lente d’ingrandimento fondamentale per capire le ribellioni e i linguaggi del nostro presente.