Gotico Padano

Nella desolata e fascinosa laguna del Po, tra isolotti dimenticati, canali inghiottiti dalla nebbia e ruderi d’acqua e fango, un mistero sepolto da decenni torna a galla. Quando, all’alba di un’estate torrida, una bara vuota riaffiora dal fondo melmoso del fiume, un piccolo borgo si risveglia da un sonno che era solo apparente. Le autorità sono convinte si tratti di un atto vandalico, una profanazione senza significato. Ma Guido Iosia, un ex investigatore ebreo sopravvissuto all’orrore dei campi, ormai logorato dal disincanto, sente che quella cassa marcia trascina con sé qualcosa di più.
La bara porta il nome di Edgardo Orlandi, morto nel 1945 insieme al fratello Nunzio, entrambi figli di una famiglia contadina. Ma i registri parrocchiali sono contraddittori, la documentazione manca, e nessuno in paese sembra ricordare con chiarezza quegli anni. O forse nessuno vuole ricordare.
Quando un testimone afferma di aver visto i fratelli vagare nella nebbia notturna, Guido capisce che qualcosa non torna. L’uomo viene trovato morto pochi giorni dopo. Non sarà il primo. Né l’ultimo.
Gotico Padano è una serie gotica e psicologica, immersa nei colori sbiaditi e nei silenzi della laguna. Il paesaggio stesso — fatto di acqua stagnante, boschi sommersi, case affondate e chiese abbandonate — è parte viva della narrazione. Nulla è solido, tutto è precario, e torbido, le morti non sono accertate, i corpi tornano, le colpe mai sepolte.
La serie si compone di cinque episodi, ciascuno con un suo finale, ma interconnessi da un filo narrativo progressivo. Ogni episodio svela un tassello del passato, una morte misteriosa, e un legame oscuro con il presente.
Gotico Padano è una serie sull’impossibilità di seppellire davvero il passato, sul modo in cui la colpa sopravvive, si incarna, si vendica. Una storia in cui la laguna custodisce, ma non perdona. E i morti tornano, sempre.